Sei sul sito archeologico di Acquedotto Pugliese clicca sul logo in alto a sinistra per visitare il nuovo sito.









In primo piano

 

Lina Goccina
Una allegra passeggiata nel mondo dell'acquedotto

FontaninAPP
Scopri l'applicazione che ti porta dalle fontanine di Puglia

Nina la fontanina racconta
La storia di Pugliabella e del suo acquedotto




loghi_media    FacebookTwitterLinkedinYoutube
L'idea dell'acquedotto
L'ing. Camillo Rosalba, funzionario del Genio Civile, è considerato il vero ispiratore dell'Acquedotto nella sua struttura di base. Egli, infatti, nel lontano 1868 suggerì l'ambizioso progetto di utilizzare una o alcune delle abbondanti sorgenti idriche del versante occidentale degli Appennini mediante la realizzazione di alcune gallerie ed indicò la sorgente del Sele a Caposele in provincia di Avellino, come particolarmente adatta allo scopo. Quindi presentò la proposta di adduzione delle acque delle sorgenti di Caposele a mezzo di una grande conduttura in traforo fino a Conza (Campania) per superare lo spartiacque del Tirreno, e di un canale lungo la sponda dell'Ofanto verso Andria per volgere a Corato, Ruvo, Bitonto fino a Brindisi. La realizzazione di una tale opera, a quel tempo, tuttavia, oltre all'enorme costo, sembrava presentasse difficoltà insormontabili. Numerose gallerie sarebbero state necessarie, prima che l'acqua potesse essere convogliata a destinazione; alcune di queste avrebbero superato i 15 chilometri di lunghezza. All'epoca, la galleria del Sempione non era ancora stata costruita. Quelle meno ambiziose, di Starza e Cristina, sulla linea ferroviaria Foggia-Benevento, erano state appena completate, ma con grande difficoltà. 





Invia ad un amico
Stampa