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Il Palazzo dell'acqua

Visite guidate al Palazzo:
Bari, Via Cognetti, 36

E' possibile effettuare le visite guidate al Palazzo ogni sabato e domenica mattina su prenotazione.

Si effettuano due turni di visite guidate: 
il primo dalle ore 10.00 alle ore 11.00 
il secondo dalle ore 11.00 alle ore 12.00. 

Per esigenze organizzative e di sicurezza non sono ammesse visite al di fuori dei turni indicati.

Le prenotazioni devono pervenire entro il giovedì precedente il sabato o la domenica prescelti. 

La prenotazione può essere considerata valida solo dopo aver ricevuto e-mail di conferma.

Le visite sono gratuite.

Prima di prenotare consulta la nuova informtiva Privacy ex Reg. UE 679/16

E'possibile effettuare visite al Palazzo in lingua inglese ed in lingua spagnola per gruppi di turisti (richiedere almeno 2 gioni prima della data prevista)

Per prenotare visite individuali clicca qui  
          
Per richiedere visite di classi o di gruppi organizzati (associazioni ecc...) inoltrare una richiesta con largo anticipo a info.visitapalazzoaqp@gmail.com indicando: il responsabile del gruppo con relativi recapiti, la data, l'orario della visita ed il numero di partecipanti alla visita.  La prenotazione può essere considerata valida solo dopo aver ricevuto e-mail di conferma.

Per ulteriori informazioni scrivi a: info.visitapalazzoaqp@gmail.com 

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Con provvedimento del 1924 l’ing. Gaetano Postiglione, Regio Commissario dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, affidò al trentunenne a Cesare Vittorio Brunetti, avventizio presso l’acquedotto da soli 16 mesi, il progetto per la costruzione di un edificio nel borgo murattiano, che fosse testimonianza perenne della storica conquista dell’acqua e, al tempo stesso, sede degli uffici tecnici e amministrativi dell’Ente.

Sette anni trascorsero perché la città di Bari e la Puglia intera potessero ammirare questo splendido esempio di romanico pugliese di transizione.

Lo stile prescelto si integra perfettamente con la tradizione locale, che nel palazzo trova espressione oltre che nei materiali, anche nei moltissimi riferimenti stilistici decorativi, ispirati ai più famosi monumenti architettonici della regione.

La pietra di Trani per il rivestimento esterno, mostra, nei dettagli scolpiti in opera, sui capitelli, nelle iscrizioni delle bifore e sui balconi, tutta la sapiente abilità degli scalpellini locali.

Il palazzo è la tangibile espressione dell’antico, grande progetto realizzato: portare l’acqua, anche grazie alla collaborazione delle popolazioni dell’Irpinia e della Lucania, e rendere produttiva una terra cronicamente assetata, migliorando le condizioni di vita dei suoi abitanti.

La storia di questa impresa scritta nella pietra è raccontata con simbolica efficacia dal decoratore Duilio Cambellotti attraverso una ricca galleria di dipinti murali, di sculture, dimobili ed altre forme decorative.

Va precisato che il termine “decoratore” va inteso in senso storico; per Cambellotti “decorare” significò intervenire sul progetto delle tre facciate, progettare l’immagine di ogni particolare degli interni (dai soffitti ai pavimenti, dalle porte alle finestre, dalle pitture alle sculture per le pareti, dai mobili ai soprammobili, alle vetrate, ai tappeti, all’illuminazione, agli ascensori a tutto), fare del Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari un ideale ed, al contempo, concreto “laboratorio” per la sua genialità creativa.
L’edificio, completato anche nelle decorazioni (salvo alcuni dettagli dell’appartamento presidenziale che furono ultimati nel 1934), non ebbe – come meritava – una inaugurazione ufficiale.
L’opera rimane un esempio di creazione artistica con un unico tema dominante: l’acqua.

Situato nel cuore di Bari, “Il Palazzo dell’Acqua” è diventato nel tempo un patrimonio della Puglia e dei pugliesi.



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